sabato 27 settembre 2008

L'ispirazione divina

Nella tradizione greca, il soffio era considerato come una conoscenza, un pensiero e la sua sede era la testa (caput). Gli Dei "ispiravano" o "soffiavano dentro" nel cuore dell'uomo. Bisogna considerare che sentimento ed emozione sono strettamente connessi alla palpitazione e quest'ultima al respiro. Quindi, gli Dei pongono ardimento, audacia quando "ispirano" l'uomo e soffiano "menos" (μένος) o forza vitale (esempio: Atena soffia "forza vitale" a Odisseo ed egli cominciò a colpire a destra e a sinistra contro i Traci addormentati). Non solo in Omero ma anche in Euripide "essere di animo alto" letteralmente è "emettere grandi respiri", Pindaro "emettere mediocri respiri" sta per "pensare pensieri meschini".. ecc ecc. Si comprende, allora, come l'anima-respiro passi dai polmoni ma si introduca dai canali della testa (orecchie, bocca, naso) che attraverso la respirazione giunge al petto e dunque anche al cuore, sede del sentire e del pensiero. Il caput è la sede della vita, dell'anima, del principio vitale della persona, con cui va ad identificarsi. Da qui la pratica della decapitazione come metodo per uccidere il nemico, per togliergli la "vita". Esempio, Achille dice che onorava Patroclo al pari della sua testa (Iliade, XVIII, 82). Pare che i popoli germanici appendessero teste agli alberi per il medesimo motivo, i Norreni pensavano che la testa scendesse nel regno della morte. I Celti ritenevano che la testa contenesse l'anima, e così come per i Greci, lo starnuto (emissione improvvisa di aria, indipendente dalla volontà cosciente) era considerato un segno profetico proveniente da una potenza dotata di conoscenza "altra". Anche in Catullo lo starnuto è un cenno di (o meglio "dal") capo (XLV. Acmen: "hoc ut dixit, Amor sinistra ut ante, dextra sternuit approbationem/ Come disse così, Amore starnutì a sinistra un'approvazione, come prima a destra).
I capelli stessi assumono dunque un significato importante: venivano ad esempio offerti (Achille offre i suoi capelli) considerati, letteralmente, come le foglie delle piante nutrite dalla linfa, che nel nostro caso, sono direttamente nutrite dalla sostanza vitale risiedente nel capo (sede del GENIUS: nutrirsi in abbondanza e bere vino-liquido del seme della vite- serviva a compiacere al proprio Genius e da qui l'importanza del "festum geniale"). Medesimo discorso per la barba che rappresenta la forza. L'uomo peloso era ritenuto vigoroso, virile. Il seme, infatti, si produrrebbe, come per le piante con le foglie, insieme al capello.
Il cerebrum-cervello (da “cereo”, genero) contenuto nella testa-caput (elementi di potenza: barba, corna, capelli), conteneva il seme, collegato alla figura di Ceres, dea della fertilità, che s’identifica con il seme posto sulla cima-testa della spiga. Secondo lo studioso Onians, vi è un chiaro nesso tra il “gramen” e Marte-dio della virilità, della potenza generativa nella fertilità.
Al Campo Marzio, la celebrazione del “cavallo d’ottobre”, per favorire un raccolto abbondante, richiamerebbe appunto questa divinità che sarebbe raffigurata nel fascio d’erba, laddove l’aquila rappresenta, invece, Giove. Negli Emblemata di Andrea Alciato (1492-1550), per fare un esempio, si richiama tale collegamento -Gramen cur Marti- “Marti vero sacrum est, quia ex gramine ortus esse creditur” .. “In Campo Martio copiosum gramen crescebat.. Martiali praemio donabatur … Te per gramina Martii” (forse la “corona graminea”, veicolo di sacralità).
Nella Quabbalah stessa, la forza è associata al seme proveniente dal cervello.

2 Commenti:

Blogger g ha detto...

bentrovata, riguzza!
ti sei scelta un elemento ben ostico, dove la linea di confine tra intuizione innovativa e sbavatura è labile... So che saprai giostrarti con maestria!

giorgia

27 settembre 2008 alle ore 22:01  
Blogger Hirmengard ha detto...

Ciao cara! Ma sai come va dalle nostre parti al Lapisbar, a una certa ora, tra un bicchiere e l'altro, si rischia davvero di diventare tutti filosofi. A quell'ora le sbavature (del trucco) non sono nemmeno più fastidiose.
Tu sia la benvenuta, Portamidamangiare a disposizione degli ospiti.

27 settembre 2008 alle ore 22:20  

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