giovedì 25 settembre 2008

Anna Perenna

Alle idi di Marzo, mese di Marte, che tradizionalmente corrispondeva alla luna piena, veniva festeggiato il festum geniale con una scampagnata nei pressi del ponte Milvio sulla via Flaminia.La lunazione di marzo corrispondeva al nuovo anno. La folla si trovava per la festa a ballare e danzare sui prati, alcuni si accampavano con tende e rustiche capanne ed il clima ormai tiepido favoriva questo avvenimento. Nei Fasti, Ovidio racconta che il vino scorreva a fiumi e s’iniziavano poi danze frenetiche e canti imparati a teatro. Macrobio scriveva che nello stesso giorno si andava a “sacrificare in pubblico e in privato per Anna Perenna”, “per poter passare felicemente da un anno all’altro (annare) e compiere bene tutto l’anno (perannareque comode)”. Chi fosse la dea Anna Perenna è ancora un mistero, anche se sono nate alcune leggende, in quella che segue Anna assume lo stato di ninfa.Ovidio raccontava che Anna fosse la sorella di Didone, partita da Cartagine invasa dai Numidi raggiunse Laurentum e fu accolta da Enea ma Lavinia, sposa dell’eroe troiano si ingelosì e tramava contro di lei. Didone apparve in sogno ad Anna esortandola a fuggire e così fece. Le sue orme portavano presso il corso d’acqua e la leggenda dice che Numicio l’abbia rapita tra le onde. Quando Enea raggiunse le rive seguendo le tracce lasciate da Anna si dice che Numicio abbia fatto tacere ogni fruscio d’acqua e pare che si udì “Sono ninfa del placido Numicio, nascosta nell’onda perenne, son detta Anna Perenna”. In un’altra leggenda Anna era raffigurata come una vecchia che viveva a Boville, attuale Frattocchie sull’Appia a circa 20 km da Roma. Anna avrebbe sfamato con focacce la plebe che si rifugò nel 494 494 a.c. sul monte Sacro in protesta per le ingiustizie subite dai patrizi. Per questa perenne assistenza (perennem operam) venne eretta una statua in suo onore. Pare che in questo caso Anna fosse la personificazione dell’annona (da annus) la cui funzione pubblica era di assicurare distribuzione del grano agli abitanti della città. La terza leggenda spiega perché in questa occasione i canti delle fanciulle raccontassero episodi osceni. Si dice che Marte era innamorato di Minerva la quale gli sfuggiva. Poiché Anna veniva onorata nel suo mese, Marte si recò a richiedere il suo aiuto insistentemente. Anna gli promise di condurre alla stanza nuziale la fanciulla ma preparò uno scherzo, condusse una vecchia dea, forse lei stessa, coperta con un velo sul letto nuziale. Marte scoprì l’inganno scostando il velo per baciarla. Anna Perenna potrebbe essere la personificazione del nutrimento perenne immortalante che appunto viene alle creature del Principio divino di tutto: una dimensione che, in molti miti, era raffigurata simbolicamente come una misteriosa terra posta oltre il mare, difficilissima da raggiungere, e significativamente retta da una Dea, oppure una Regina o Sacerdotessa sovrana. L'obiettivo, per qualcuno, di un difficile viaggio attraverso le acque, volto a ritrovare il contatto con l'origine della vera Vita perenne, al di là delle apparenze del mondo storico.Ad es. per i celti questa era "la Terra dei Viventi", la patria nativa dei Tuatha de Danann, nome della stirpe primordiale di origine superiore, che letteralmente significava proprio "gente della Dea", cioè di Dana o Ana..Per alcuni studiosi Anna Perenna è "la Grande Dea" , la "Madre dai mille nomi" dalle cui caratteristiche si sono distinte diverse altre dee quali Ishtar, Anahita, Parvati, kali, Athena ecc ovvero Anna Perenna sarebbe la rappresentazione, senza limiti di spazio e tempo, di una Dea Universale. Sarebbe anche la rappresentazione dell'avvicendarsi degli anni, annare perennare, come apportatrice di letizia.Precisa Cattabiani, in "Simboli, miti e misteri di Roma" - Newton e Compton ed.,2004- che Anna la cui desinenza an deriverebbe dall’arcaico annulus-anello potrebbe essere ricondotta alla ciclicità del tempo, poiché giorni mesi ed anni sono scanditi dai moti circolari della Luna attorno alla Terra e della Terra attorno al Sole. "La Grande" è tradizionalmente riconducibile al culto della Luna, legato quindi al nutrimento e alla fecondità. La dea Anna Perenna potrebbe quindi essere "la Grande Madre. Se in alcuni miti ella appare vecchia, non c’è da stupirsi, considerando che la rappresentazione di Madre Natura alla fine dell’anno è appunto di una vecchia rinsecchita. Viceversa, all’inizio dell’anno viene raffigurata come una fanciulla, la “ninfa”. Il collegamento con l’acqua non è nemmeno casuale. Per alcuni Anna deriva da Amnis "fiume", "corrente" (corrente eterna) ovvero“il flusso continuo di energia vitale che genera gli esseri e le forme che si celebra al primo plenilunio, capodanno romano, essendo Anna connessa alla Luna.Addirittura per alcuni "anna peremna" è Sostanza magica o fonte di nutrimento, bevanda spirituale (come Soma, o Amrita, o Ambrosia..) Anna quindi sarebbe "cibo". La Dea hindu Annapurna è considerata "la luce che sazia ogni essere". Il termine sancrito “anna” è l’essenza vitale di ogni cosmo. Il culto di Anna accostato a figure legate all'acqua risulta dai ritrovamenti archeologici per cui vi sarebbe un evidente nesso tra l'antico culto della Dea italica e le Ninfe, nella zona Parioli a Roma vi è la fontana sacra alla Dea, laddove un tempo sorgeva il bosco sacro. Nella tavola bronzea osca di Agnona si cita “ammaí Kerríiaí” e “pernaí Kerríiaí”, secondo quanto ricorda Cattabiani la parola amma, madre, corrisponde al germanico amma, nutrice e ammaí pernaí potrebbero essere ricondotti ad Anna Perenna. Anche secondo Dumézil Anna Perenna significa nutrimento, in particolare egli ritiene che annona sia da riferire a “nutrice” e non ad “annus”, Perenna starebbe per perennis, perenne. Quindi Anna Perenna sarebbe proprio la Nutrice d’Immortalità, l’Ambrosia che dona immortalità. Dice Cattabiani che col tardo Impero il culto cadde in desuetudine; dove il calendario Vaticano registrava come Feriae Annae Perenna VIA.FLAM.AD.LAPIDEM PRIMUM il calendario di Filocalo del 354 d.c. al 15 marzo registrava il Canna intrat, il primo giorno di culto ad Attis. Nella tradizione cristiana Anna ha un altro significato, da hanān, concedere grazia. Ma forse è interessante notare che nel primo libro di Samuele Elkana ha due mogli: Peninna e Hannāh. La prima aveva dato due figli, la seconda era sterile. Le fu poi “concessa la grazia” di un figlio. Hannāh venne tradotto in greco e in latino Anna ma è solo un caso che esso venne a coincidere con la dea romana. Il martedì era consacrato ad Anna Perenna perché sarebbe nata e morta in quel giorno, dedicato anche a Marte.

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page