giovedì 25 settembre 2008

La potenza in atto, Anna Perenna come Shakti

Per quanto riguarda la tradizione occidentale, si è già detto che Anna è collegata all’acqua: ritrovamenti archeologici e indizi etimologici ci orientano e rafforzano questa ipotesi. Inoltre, è stato detto che Anna è assimilabile al concetto di nutrimento e mentre per alcuni questo riconduce direttamente al culto lunare e dunque anche alla Grande Madre intesa come nutrice cosmica, per altri la corrispondenza non sarebbe così univoca, essendo il pantheon occidentale più specifico, presentando, infatti, figure come Ceres, molto più facilmente riconducibile alla ciclicità delle stagioni lunari e solari, connesse alle funzioni stesse della dea. Se Anna (Perenna) rappresenta il nutrimento ed è connessa all’acqua, elemento vitale per eccellenza, possiamo qui notare una corrispondenza con l’Anna della Tradizione vedica. Se il cibo è sacrificio, perché viene consumato (bruciato in noi tramite Agni) determinando energia vitale, è il Soma-bevanda sacra (la cui preparazione e libazione al fuoco sacro costituiscono gran parte della liturgia vedica) che simboleggia nella ritualità la Vita Universale nelle sue funzioni di sperma (dono di vita)-respiro (prana, o energia vitale)- pensiero (manas, mente=luna).Il Soma (bevanda stimolante ed inebriante identificata con ambrosia e miele), e dunque anche il rito a esso legato, è connesso ai periodi di digiuno rituale degli asceti e anche alle fasi lunari per il ciclico accrescimento e diminuzione della Asclepias acida (?) spremuta nella preparazione.
La Luna, o Mente, è la coppa ricettiva del seme della vita, lo "specchio" (simbolicamente assimilato alle acque) in cui si riflette la Fonte Primordiale di Luce che rappresenta la Vita eterna, immortale. Nella tradizione hindu, Annapurna è "la dispensatrice di cibo" e "la luce che sazia ogni essere" (alimento spirituale): la Luna o Mente (pensiero, una delle facoltà del Cuore) è la coppa dell’offerta sacrificale o sperma o sostanza vitale. Dice il Mahabharata che l’Universo è fatto di Fuoco (Agni) e di Offerta (Soma), in altra parole, tutto quanto contiene vita è offerta, cioè l’alimento è un principio universale, con l’alimento viviamo e alimento diveniamo con la morte del corpo(Taittiriya Upanishad). Il concetto di Divoratore-Divorato-Sacrificio è dunque l’esistenza manifestata del Cosmo. Anna è dunque l’offerta che nel sacrificio (Apas, da Ap=le acque primordiali, caos) viene restituita al mondo divino (Karma, azione è anche "atto sacrificale", quindi in un certo senso, la vita mortale stessa rappresenta nutrimento divino), è energia infinita e poiché il nutrimento sacro è nettare d’immortalità, si accompagna alla Sapienza. E’, infatti, soltanto attraverso la Conoscenza (Vidya) che si giunge alla liberazione e dunque al mondo degli Dei. Da notare che l’accoppiamento è considerato sacrificio cosmico, è attraverso l’accoppiamento che il seme si colloca nel grembo-coppa della donna e in alcuni metodi di yoga, come il Tantra Yoga, è attraverso l’energia sessuale che si compie la liberazione (la dualità si fonde).
Secondo le Upanishad, l’interpretazione mistica del sacrificio vedico inizia con la meditazione Aranyaka, "silvestre" (da Aranya, foresta e Arani, pezzo di legno, uno dei due pezzi impiegati per accendere il fuoco sacro e simbolicamente foggiati come vulva e pene). L’Universo nasce dalla fusione della coppia Shiva (Suprema Conoscenza, "Io") e Shakti (sposa, potenza, l’attivo del dio che opera- di evoluzione o d’involuzione, l’"Io sono"). Secondo Viola, le ierogamie divine indicano sempre dei passaggi dalla potenza all'atto di possibilità inerenti al principio attivo, al Dio in questione. La fusione del Cosmo è l'energia della felicità che si manifesta come realtà "vibrante" e come nel macrocosmo così si ripete nella realtà dell'uomo ("ciò che è in alto è come ciò che è in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto"). Inoltre, hvumvs, hvmi o ksvmvs esprimono proprietà che umidificano il seme, che lo portano a germinare, quindi che esprimono il passaggio dalla potenza all'atto. Il passaggio dalla potenza all'atto simbolizzato dalla ierogamia divina è quanto si esprime, dunque, nell'offerta sacrificale. Anche Anna Perenna intesa come Shakti di Marte è la manifestazione di questi e diviene, quindi, la sua "potenza in atto". A marzo, la natura si risveglia, grazie al sacrificio (si pensi ai semi che si rompono, subendo una loro morte, nel ricettacolo cui sono stati destinati per dare vita a nuove esistenze (nuove possibilità del mondo sensibile, piante implicite ma non ancora esistenti nel seme); in quel periodo, dunque, vi è un rinnovarsi -ciclico e perenne- della materia rigenerata, della natura e degli uomini il cui Spirito si eleva tramite la purificazione del corpo.
Perché Anna Perenna dovrebbe prendersi gioco di Marte nascosta dietro un velo che cela la sua vera natura? Forse perché così facendo ricorda che la luce nel Soma-Seme si occulta, l’essenza della Fonte di Luce, cioè, non è ancora rivelata, il seme è la potenzialità della vita eterna, vero veicolo divino, un “signvm” divino (Sig-Nvm, concetto che, ricorda Viola, riconduce a Sym-Bolon, cioè la connessione, l’adesione, l’unione che potrebbe anche richiamare la forza d’attrazione venusiana).Il Signvm supera l’illusione data dall’essere il riflesso della sua Causa, il causato si eleva alla causa, il prototipo al suo archetipo, e lo fa rimuovendo il velo dell’ignoranza per mezzo dell’Anagogia (elevazione). Infatti, tutto ciò che esiste ha il suo principio nell’Intelletto divino, è la ragione seminale di Dio, la Verità che concepisce "Signa" nella Mater ricettiva, materia. In un certo senso, si può comprendere perché il possibile concetto fondatore del mito di Anna Perenna non è poi così lontano da una certa considerazione sulla Grande Madre e sul ruolo della Luna come specchio della luce della Fonte.E’ per mezzo di Pronoia Minerva (Pronoia=unità dell’essere che opera affinché la sua identità permanga nell’Essere) spiega Viola, che ogni cosa corrisponde alla Mens, in quanto viene custodita conforme alla sua Idea. Sarà poi il Fatum a concatenare le cose in un "ragionamento divino perenne", mentre Mercurio penetrerà l’essenza della Ragione Universale per permettere l’accesso alla sede degli arcani. Mercurio, che nella tradizione indiana è figlio della luna, del Soma.

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